Camille Saint-Saëns Works for Two Pianos
Le opere originali che costituiscono il repertorio della produzione per due pianoforti di Camille Saint-Saëns sono espressione del principio del dialogo che ritroviamo anche nella stesura dei Concerti per pianoforte e orchestra o nelle opere di musica da camera; esse si collocano a metà strada fra i pezzi da concerto e i pezzi da salotto, cavalcando un virtuosismo spiccato ma non impervio, brillante ed estremamente piacevole all’ascolto. L’elenco comprende cinque brani: le Variazioni su un Tema di Beethoven op. 35, la Polacca op. 77, lo Scherzo op. 87, il Capriccio Arabo op. 96 e il Capriccio op. 106.
Le Variazioni su un Tema di Beethoven op. 35, datate 1874, sono dedicate “à Monsieur & Madame Alfred Jaëll”. I coniugi Alfredo Jaëll e Marie Trautmann avevano costituito uno dei primi duo pianistici non occasionali e svolgevano un’attività concertistica internazionale. Beethoven costituì per Saint-Saëns un punto di riferimento esclusivo, non poteva quindi mancare un omaggio ufficiale al venerato Maestro, rappresentato appunto da queste variazioni. Un omaggio indubbiamente monumentale e virtuosistico, dove a talune invenzioni premonitrici di atmosfere impressionistiche, si alternano momenti più prevedibili e meno personali, pur nell’ambito di una scrittura di grande solidità e notevole pienezza timbrica. Il Tema di Beethoven scelto da Saint-Saëns è quello del Trio del Minuetto della Sonata op. 31 n. 3; preceduto da una breve introduzione, viene seguito da sei variazioni, saldamente legate alla struttura di base e caratterizzate dal costante dialogo fra i due strumenti, secondo una concezione spaziale della sonorità.
La Polacca op. 77, composta nel 1886, è caratterizzata da toni fastosi e celebrativi, un fantastico quadro rappresentativo della nobiltà polacca che danza in costumi sfarzosi. La forma del brano è quella tradizionale, ampliata dall’inserzione di una sezione di sviluppo. In questa composizione troviamo inoltre un omaggio di Saint-Saëns al compositore che più di tutti incarna lo spirito della Polacca, ovvero Frédéric Chopin. Al termine dell’introduzione infatti vi è citato un particolare della Polacca Militare op. 40 n. 1 di Chopin e, alla fine dell’opera, una sorta di parafrasi del trio della Polacca “Eroica” op. 53.
Lo Scherzo op. 87, scritto a Cadice nel 1889, è un brano di notevole spirito, dal carattere umoristico, in cui la fantasia stilizzata si ammanta di gaiezza. Il tema è fondato sulla scala per toni interi; nell’introduzione la tonalità non è chiaramente definita, viene anzi lievemente distorta e caricaturata, un fulgido esempio dell’ironia e della sagacia del compositore.
Il Capriccio Arabo op. 96, risalente al 1894, è stato scritto a Las Palmas e si ispira ad una poetica pittoresca e a una formula rapsodica analoghe a quelle della fantasia Africa e dell’Andante del Quinto Concerto per pianoforte e orchestra, di cui precede la composizione di un anno. Come in quelle due opere, ci si trova di fronte ad uno strano compromesso tra la rappresentazione dell’autentico colore locale orientale e il gusto europeo.
Infine il Capriccio Eroico op. 106, datato 1898, dedicato alla memoria della Contessa du Nord. Il brano è suddiviso in tre parti: un Allegro a modo di gavotta, un Vivace in tempo di Valzer e un Allegro conclusivo che termina in una sorta di can-can. Se si comprende bene la corrispondenza della forma al Capriccio del titolo è tuttavia meno chiaro il richiamo all’Eroico, che pare essere stato piuttosto sostituito da una spiccata preferenza per il tema della danza.
In questo disco sono inoltre contenute le registrazioni delle versioni per due pianoforti, sempre a cura di Saint-Saëns, di due sue opere destinate all’orchestra. Si tratta di Le rouet d’Omphale op. 31 e della Marche Héroique op. 34.
Le rouet d’Omphale op. 31 (Filatoio di Onfale) è ispirato alla storia di Onfale, regina della Lidia, e si tratta del primo poema sinfonico francese. Per questo primo esperimento di musica sinfonica a programma, Saint-Saëns utilizza un brano precedentemente concepito per il pianoforte, nato con le modeste apparenze di un Rondo per tastiera, trascritto in seguito per due pianoforti, e così presentato in prima esecuzione da Saint-Saëns e Alexis de Castillon al pubblico della Società Nazionale il 7 dicembre 1871. La storia da cui l’opera trae ispirazione si basa sul potere della seduzione femminile e sulla lotta tra la trionfante debolezza e la forza: Giove ha inviato Ercole ad Onfale, regina Lidia, presso cui l’eroe dovrà espiare la colpa di un omicidio commesso indossando abiti femminili e sottostando al potere seduttivo della regina. Gli innumerevoli arpeggi di cui il brano è cosparso descrivono le mani della regina mentre tesse i sottili lacci che devono tenere avvinto Ercole, mentre nella sezione centrale del brano possiamo sentire il cupo lamento di Ercole soggiogato dal canto suadente di Onfale.
Anche la prima esecuzione della Marcia Héroique op. 34 è stata data nella versione a due pianoforti, ed eseguita dallo stesso Saint-Saëns in compagnia di Albert Lavignac. La genesi di quest’opera fu, però, ben più travagliata. Tra il 1870 e il 1871, mentre Parigi era assediata dai tedeschi, Camille Saint-Saëns, allora impegnato nella Guardia Nazionale, compose Chant de guerre, una cantata profondamente radicata nel contesto della guerra franco-prussiana. L'opera venne rifiutata dal comitato della Society of Opera Artists, allora diretto da Émile Perrin. La Marcia eroica invece, inizialmente intitolata La Délivrance, ottenne un successo duraturo nelle società concertistiche dopo la guerra del 1870. Composta parallelamente alla cantata e da quest'ultima riprendendo i temi, Saint-Saëns realizzò nel 1870 la prima stesura della Marche Héroique nella versione a due pianoforti. La versione orchestrale dell’opera richiese altri due anni di tempo per vedere la luce; nel frattempo Saint-Saëns ne fece diverse trascrizioni: per pianoforte solo, per banda militare, per pianoforte a quattro mani e per due pianoforti a otto mani.
DAVID BOLDRINI
Diplomato in pianoforte presso il conservatorio Cherubini di Firenze nella classe di Lidya Rocchetti con il massimo dei voti, la lode e la menzione d' onore.
Contemporaneamente si diploma in organo e composizione organistica presso il medesimo conservatorio studiando nella classe di M. Mochi .
Inizia così a seguire i corsi di perfezionamento tenuti da Bruno Canino presso l' accademia Marziali di Seveso , e dal Trio di Milano presso la scuola di musica di Fiesole, il corso biennale tenuto dal duo pianistico Moreno - Capelli , presso la Musica Interna a Bologna, e risulta allievo effettivo di numerose master tra cui quelle tenute da P. Badura Sckoda a Villa Medici a Milano, Bruno Canino presso gli Amici della musica di Firenze, Fabio Bidini Arezzo .
Nel 2001 studia pianoforte con Vincenzo Balzani presso la scuola di musica di Cantù, e in seguito frequenta il corso triennale presso l'accademia pianistica di Imola " Incontri con il Maestro " nella classe di musica da camera di Pier Narciso Masi .
Studia inoltre per quattro anni pianoforte presso la scuola di musica di Sesto Fiorentino con Pier Narciso Masi .
Vincitore di numerosissimi concorsi . Nel 2001 gli viene conferito il premio " LIONS " in qualità di vincitore assoluto del concorso pianistico Città di Follonica , nel 2003 viene premiato come miglior pianista camerista al concorso Luigi Nono a Torino ( Venaria Reale ). Nello stesso anno è primo assoluto al concorso Rospigliosi e secondo assoluto al concorso Internazionale Valtidone di Piacenza .
Nel 2004 è vincitore assoluto dei concorsi pianistici Di Vicopisano e Nuovi Orizzonti di Arezzo .
Invitato regolarmente come solista e come camerista in prestigiose associazioni, ha suonato per L'associazione Fioravanti di Prato, Il Lycaeum di Firenze , i Concerti del Cicognini di Prato, Associazione musicale lucchese, Estate Frentana, Festival Barocco internazionale - Orchestra sinfonica di Sanremo, I concerti del museo casa Ivan Bruschi di Arezzo, associazione giovani musicisti fiorentini Museo Chiesa di Dante Alighieri, Associazione Damaris di Pistoia, Teatro del lido di Ostia, Agimus Roma, Campus internazionale di musica di Latina, Settimana della musica di Bruxelles. Camerista richiesto da artisti di fama internazionale , collabora al fianco di Maria Luigia Borsi, Andrea Bocelli, Paolo Chiavacci, Brad Repp, Augusto Vismara.
Dal 2005 è direttore artistico dell'associazione Ramimusicali dell'omonima stagione concertistica e del concorso giunto quest'anno alla sua terza edizione .
Si diploma nel 2000 col massimo dei voti e la lode presso il conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara. Si è perfezionata con docenti di fama internazionale quali Roberto Cappello, Aquiles Delle Vigne, Alfredo Speranza, Piernarciso Masi e Roberto Szidon frequentando la Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo e la Hogeschool voor Muziek en dans di Rotterdam presso la quale ha ottenuto il Master Degree con il massimo dei voti. Ha inoltre conseguito il Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali sotto la guida di Roberto Cappello presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Successivamente, sempre al Boito, consegue anche il Diploma Accademico di II livello in Musica da Camera, sotto la guida di Pierpaolo Maurizzi. È vincitrice di premi in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali come il Frèdèric Chopin di Roma, il Città di Trani, il Premio Mascia Masin di San Gemini, il Gino Gandolfi di Salsomaggiore Terme, il Remigio Paone di Formia. Nel 2004 è stata scelta per partecipare alla fase finale del prestigioso Sydney International Piano Competition of Australia ottenendo il premio speciale del pubblico “Encouragement award”. Nel 2011 è stata vincitrice del terzo premio al concorso internazionale pianistico Premio Mario Zanfi di Parma, interamente dedicato a Franz Liszt. Svolge un’intensa attività concertistica sia come solista che come musicista da camera. Si è esibita in sali prestigiose quali la Salle Gothique dello Stadhuis di Bruxelles, la Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo, il Teatro Municipale di Piacenza, il Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, l’Auditorium Paganini e l’Auditorium del Carmine di Parma, il Teatro do Campo Alegre a Porto, la Juriaanse saal al De Doelen di Rotterdam nell’ambito del Festival Gergiev 2003 e dell’ Operadagen 2005, il Ridotto del Teatro Regio di Parma nell’ambito del Festival Verdi 2010 e 2012, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia. Nel 2011 ha preso parte al progetto Liszt the progressive in collaborazione col conservatorio Joseph Haydn di Eisenstadt, in Austria. In quest’occasione si è esibita nella Musik und Tanzfakultat der Hochschule fur Musik di Bratislava e nella Konzertsaal des Joseph Haydn Konservatoriums eseguendo opere del compositore ungherese.
All’attività artistica affianca da molti anni l’attività di insegnante. E’ stata docente di pianoforte presso i Conservatori di Reggio Emilia, Rovigo e Adria, il Liceo Musicale e l’Istituto Angelo Masini di Forlì. Attualmente è docente titolare della cattedra di Pratica e Lettura Pianistica presso il Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila.