Kyklos
«La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire.»
Emanuele Severino, La Strada Un tempo ciclico in cui ciò che esiste riappare, continuamente mutato.
La stessa idea percorre i secoli e la si ritrova in Eraclito, in Parmenide, nella teoria orfica della metempsicosi, ma anche in Einstein o in Poincaré e nelle filosofie moderne. Pur mutando forma, un elemento conserva la propria sostanza: un nucleo originario attraversa trasformazioni successive senza perdere la sua specifica natura. Così la materia musicale e la concezione filosofica si intrecciano: ciò che ritorna non è mai identico, ma mantiene la sua essenza, come un tema che attraversa variazioni senza perdere la propria identità.
Le tre opere qui riunite declinano questo principio ciascuna da un’ottica diversa. In Beethoven, nel ciclo di variazioni del terzo movimento della Sonata op.109, il tema dal tono puro e di contemplazione luminosa diventa oggetto di un progressivo approfondimento meditativo: attraverso mutamenti di ritmo, densità e scrittura, il materiale evolve dalla prima variazione fino a sublimarsi nel tono solenne e religioso del fugato dell’ultima, per poi riapparire nella sua forma originaria, semplice e trasparente, chiudendo il cerchio come ricordo dell’esperienza del percorso compiuto. In Schubert, nell’Impromptu op.142 n.3, il tema si dispiega in variazioni che, partendo da un motivo caro al compositore (quello usato anche in Rosamunde), suggeriscono dolci stati dell’animo, i movimenti del Ländler, il composto turbamento per l’incombere del destino, l’alba di una speranza felice e infine una fanciullesca leggerezza luminosa che, dopo aver attraversato i diversi stati espressivi, tende a distendersi abbandonandosi al tenero conforto del canto iniziale.
In Brahms, nelle Variazioni e Fuga op.24,il tema di Händel diventa terreno di una vasta elaborazione strutturale concepita con intento formale ma con immensa inventiva musicale: ogni variazione esplora mondi e sentimenti vari, con fervida immaginazione. Come un vero esploratore, il tema di Händel attraversa 25 variazioni, percorrendo arcaismi baroccheggianti, canti elegiaci, timbri e risonanze di stampo organistico e
orchestrale, ritmi e danze dal rimando folklorico, fino alla monumentale fuga finale, il cui soggetto nasce dalle tre note iniziali del tema, chiudendo il percorso in una sintesi che riconduce all’origine. Così, in questa ciclicità, ogni forma custodisce in sé l’essenza del tutto: ciò che muta rivela, in filigrana, il nucleo immutabile che attraversa tempo etrasformazione, svelando le infinite espressioni dello stesso volto. Kyklos non è solo il filo che lega questi brani, ma un autoritratto musicale che raccoglie aspetti profondi del mio percorso: in Beethoven, la conoscenza e la responsabilità che accompagnano lo studio di questo autore affondano le radici nelle mie origini musicali e con la Sonata op.109 è il tratto mistico ad emergere, quello che proietta il mio sguardo verso l’assoluto. Con l’Impromptu di Schubert si apre uno spazio molto personale legato all’Io interiore, un luogo di connessione emotiva intensa e naturalmente affine a me. In Brahms, infine, il percorso trova sintesi in un dialogo tra memoria, riflessione e maturazione artistica, e diventa una dedica affettuosa a mia madre pianista.
Federica Bortoluzzi
Federica Bortoluzzi è nata a Milano nel 1988 in una famiglia di musicisti, inizia lo studio del pianoforte a 6 anni con la M°Graziella Bianchi Leonardi per essere poi seguita gli anni della formazione dal M°Alberto Colombo, erede della Scuola milanese di Alberto Mozzati e diplomata al Conservatorio G.Verdi di Milano sotto la guida di Riccardo Risaliti. Al Conservatorio di Brescia ha ultimato le lauree specialistiche di Biennio solistico e Musica da Camera, potendo ricevere preziosi consigli dall'incontro con il M° Carlo Balzaretti. Gli anni decisivi del suo percorso e perfezionamento musicale sono però quelli iniziati in seguito all'incontro con Maria Tipo, con la quale ha studiato presso la Scuola di Musica di Fiesole, per poi proseguire per diversi anni con Andrea Lucchesini. Grazie a questo approccio alla Musica, a questa Scuola vera e propria di rigore e allo stesso tempo libertà, ha plasmato la sua personalità artistica, caratterizzata in primo luogo da quei principi di conoscenza e rispetto del testo in ogni ambito stilistico; in secondo luogo, da una ricerca autentica che lascia emergere il suo più profondo ed individuale sguardo interpretativo; infine dall'approfondimento di un repertorio vasto che spazia dai classici alla musica del romanticismo tedesco, dalla musica francese alla poetica chopiniana e al repertorio moderno. Come musicista è apprezzata per la sensibilità e integrità artistica e ricevuto particolari riconoscimenti anche da musicisti e personalità di chiara fama. Significativo è stato l’incontro con Aldo Ciccolini, dal quale ha ricevuto un particolare stimolo, considerazione e arricchimento nell'ambito di masterclass tenute dal Maestro.
Si è affermata giovanissima nel panorama concertistico, svolgendo la sua attività artistica sia in Italia che all’estero. Ha debuttato con l’orchestra a 9 anni con il concerto in sol maggiore di Haydn con l’Orchestra dell’Aquila. Da quel momento si è esibita per diverse società di prestigio, come La Società dei Concerti di Milano, La Sinfonica Verdi di Milano, l'Accademia Filarmonica Romana, La Società Filarmonica di Rovereto, di Trento, la Fondazione Teatro Grande di Brescia, La Società Umanitaria di Milano, L’Accademia Filarmonica Romana, il Ravello Festival, Il Festival dei due Mondi di Spoleto e per altri Festival e Fondazioni, come Il
Festival di Cernobbio, nella stessa serata con Paul Badoura Skoda, Fondazione Walton di Ischia, il Festival Mito, la Fondazione del Museo del violino di Cremona -Auditorium Arvedi, Roma Università di Tor Vergata, la Camerata Musicale Salentina, la Fondazione Amadeus, nelle sale grandi dei Conservatori di Milano,
Verona, Piacenza, Brescia e in molte altre città italiane.
Ha avuto il piacere di suonare per gli Amici della Musica di Firenze in un concerto dedicato al repertorio per Pianoforte a 4 mani, insieme ad Andrea Lucchesini, nella stagione 2019-2020 e in questa stagione 2024- 2025 in recital solistico dedicando il programma a pagine del Romanticismo: le Variazioni di J.Brahms e Fuga su un tema di Handel e la Prima sonata di R.Schumann.
La sua attività l'ha vista impegnata anche con orchestre, come l’ORT, la Verdi di Milano, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Giovanile Italiana, ricordando in particolare la gioia di aver condiviso il palco con Andrea Lucchesini, eseguendo il concerto di Bach BWV1062 per due Pianoforti e Orchestra
nell’ambito del Progetto Bach 2016, al Teatro Niccolini di Firenze.
Ha collaborato con la Gioventù Musicale d’Italia GMI, promuovendo anche concerti a carattere sinestetico e continua nella creazione di progetti a tema, come il programma “ La Mèr Mediterranee”, ispirato a dei saggi
di A.Camus ed un altro progetto dedicato alle compositrici donne insieme al soprano Anastasya Boldyreva. All’estero ha tenuto concerti in Canada, alla Playhouse di Vancouver, un evento che l’ha distinta particolarmente, assegnandole la benemerenza dell’House of Commons del Canada, in Portogallo al teatro Nazionale di Coimbra, in Austria al Mozarteum di Salisburgo, in Svizzera alla Sala grande del Conservatorio di Lugano, alla Repubblica di San Marino, in Grecia. Come musicista dedica una parte significativa della sua attività anche alla musica da camera, in diverse formazioni, spesso in duo pianistico con Giovanni Nesi.
Importanti sono i primi premi che ha ricevuto, ma tra i Concorsi più significativi si ricorda il 2° Premio e Premio speciale del Pubblico al 23° Concorso Internazionale pianistico “Rina Sala Gallo” di Monza (Federazione mondiale dei Concorsi Internazionali e Fondazione Alink-Argerich), il Premio “M. Zana” 2011 per la migliore interprete di brani di Franz Liszt (“Concorso Nazionale delle Arti 2011”d'Italia) , il Premio bresciano “L. Marenzio”, conseguito nel 201 e il 1° Premio al Concorso Internazionale di Ancona, ricevendo con il premio la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica.
Per quanto riguarda la discografia, ha dedicato alle Sonate di W.A.Mozart un intero CD, pubblicato da Movimento Classical, in duo con la violinista Caterina Demetz, per Amadeus, CD allegato alla rivista, e il DVD realizzato dal Mozarteum di Salisburgo, partecipando ad un progetto dedicato all’integrale dei Preludi
di Chopin, Scriabin, Debussy.
Ha deciso di intraprendere studi classici, ha tenuto laboratori didattici, masterclass ed eventi realizzati in collaborazione con biblioteche storiche, licei, Accademie, Istituti Musicali, con il patrocinio anche di consolati stranieri in Italia. Ricopre la cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio “P.Mascagni” di Livorno.
Le sue scelte artistiche guardano alla tutela e difesa di quei valori fondanti con i quali è cresciuta, che hannole loro radici nella classicità, nel miglioramento del proprio sé e nell'unico vero scopo del fare arte, la umilecontemplazione del Bello.